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Clusone - Basilica S.M. Assunta

Basilica S.M. Assunta
Notizie frammentarie sulla prima Chiesa Parrocchiale di Clusone si trovano in documenti che risalgono all'838, al 909, al 1156 (Diploma del Barbarossa) e al 1236 (Atti del Vescovo Giovanni Tornielli). Più documentata la Pieve quattrocentesca della quale si conservano, nell'attuale luogo di culto, tracce visibili nelle due ex-chiavi di volta (il Buon Pastore e l'Agnello Pasquale) murate nelle pareti del terzo ingresso e nella ottagonale vasca battesimale. Nei verbali della visita apostolica di S. Carlo Borromeo (1575) è descritta: come «curatam, satis amplam et ornatam»; ad una navata, con soffitto in legno non dipinto, sostenuto da sette archi; con tre porte a meridione e una a occidente «quae maior est», sopra la quale è posto il coro dei Disciplini.

L'imponente vano, comprensivo del coro, del presbiterio e della navata (lungo m. 50,20 - largo m. 18,20 - alto m. 20,30), copre una superficie di circa duemila metri quadri. Le otto cappelle che si aprono sull'unica navata, sono delimitate da archi abbinati, sorretti al congiungimento da quattro colonne alte m. 8,30 e con circonferenza di m. 2,70. Alle estremità e al centro della parete di mezzogiorno, sono stati collocati treingressi; in quella a nord; il battistero, il pulpito e un repositorio. Sopra i volti di queste rientranze, sono stati ricavati sei matronei con balaustra prospiciente la navata.

Il procedere della costruzione, gli operai e i tecnici che vi lavorarono, la provenienza delle pietre, dei marmi, del legname, del ferro, i costi liquidati, si possono conoscere esaminando, nell'Archivio parrocchiale, il «Registro delle bollette che si tirano a pagare dal sig. Carlo Bonicelli thesor. della fabbrica e della Chiesa Plebana di Clusone principiata adì 2 giugno 1688». Fino al 13 agosto 1716, data di chiusura del registro, l'importo delle spese incontrate per le opere murarie e in parte per la decorazione della volta, fu di L. 56.239,75. Dagli atti della visita pastorale del vescovo Luigi Ruzzini, si ha notizia che nel 1701 era già funzionante, con un ben avviato arredamento delle cappelle; mentre dagli atti della successiva visita pastorale del card. Pietro Priuli avvenuta nel 1711, risulta consacrata. Venne naturalmente conservata la primitiva dedicazione a S. Maria Assunta e, in quanto chiesa battesimale per tutta la plebania della Valle Soriana Superiore, a S. Giovanni Battista.

Dalla sua edificazione ad oggi, l'interno non ha subito modificazioni strutturali ma solo completamenti e restauri; fatta eccezione per la sostituzione, nel 1769, degli stucchi ornamentali della volta, già cadenti dopo appena cinquant'anni dalla loro posa, con la affrescatura. La eseguì il pittore Bernardo Brignoli con talento e cura. Apprezzabili la correttezza della quadratura prospettica, la dosata distribuzione dei motivi architettonici e floreali e la oculata scelta dei colori. Le otto allegorie in chiaroscuro, sono state affrescate dal pittore Enrico Aibricci di Vilminore. Di notevole entità i restauri programmati dal 1852 al 1854, durante i quali, per le affrescature, intervennero i pittori Ernesto Contavalli di Milano e Giovanni Battista Brighenti di Clusone.

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